Martedì 22 Agosto 2017
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La nuova rivista internazionale

titolo-testata-rivista-scenografia-e-costume1-2012 Nuovo look per l’esordio in libreria: una nuova grafica, più raffinata e internazionale (presenza di  traduzione degli articoli in inglese).

 

Copia omaggio per i soci iscritti all'A.S.C.

 

cover-small“Il cinema racchiude in se molte arti”, spiegava Akira Kurosawa prima di ogni nuova produzione per motivare tutti i componenti della sua troupe.

Tra tutte le arti dello spettacolo, la scenografia, l’arredamento e il costume sono componenti decisive e un po’ nascoste, richiedono massicce dosi di estro ma i suoi interpreti non finiscono quasi mai in vetrina. Chiedete alla gente comune di elencarvi dieci attori, registi, sceneggiatori e avrete l’elenco in pochi secondi. Domandate loro il nome di tre scenografi e li metterete in difficoltà.

Questa rivista, che si è appena rifatta il look e per la prima volta è entrata nelle librerie, vuole colmare un vuoto, anzi due: accendere i riflettori sul fantastico mondo degli ambienti, delle scene, dei vestiti e offrire materiale di interesse (o di semplice lettura) per nutrire la passione degli addetti ai lavori, l’entusiasmo delle nuove leve e la curiosità dei semplici appassionati.

L’ASC, Associazione scenografi e costumisti italiani, ha ideato il giornale otto anni fa proprio con l’idea di farne uno strumento divulgativo, raccontando i personaggi “che fanno scuola” e i metodi di lavoro che stanno dietro a progetti, disegni e bozzetti.

 

Con un occhio sempre attento ai ragazzi che si affacciano alla professione, a cui è rivolta buona parte dell’attività dell’associazione (tra cui i corsi professionali e i seminari in sede). I guru della scenografia e del costume insieme ai giovani che disegnano le scene e progettano il futuro: ecco il cocktail proposto dall’ASC.

 

Magazine-Open-asc-smallIn primo piano, naturalmente, restano i lavori. Il restyling della rivista punta su una grafica accattivante e moderna che gioca sui grigi, sul bianco e sul nero per far risaltare le immagini di scena o i colori dei bozzetti. Foto “che parlano”, si dice in gergo.

E a parlare sono anche, soprattutto, i maestri della scenografia e del costume. La copertina di questo numero è dedicata ad Antonella Cannarozzi, che con i costumi di Io sono l’amore è entrata in nomination agli Oscar del 2011. La sua intervista è ricca di retroscena e accompagnata da un intervento di Luca Guadagnino, il regista del film. Sfogliando la rivista, che ha anche aumentato la foliazione, si fanno tanti incontri d’autore. Marco Trentini descrive la sua attività di art director per le produzioni americane, Elena Ricci “Poccetto”, Virginia Vianello e Paola Bizzarri testimoniano la svolta al femminile della scenografia e ripercorrono le loro carriere, Lorenzo Baraldi mostra le 43 colonne realizzate per Philippe Starck in un centro culturale di Bilbao, Alida Cappellini e Giovanni Licheri raccontano la loro esperienza in Qatar, dove hanno curato l’imponente scenografia di un musical.

 

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Non solo interviste, però. L’apertura del giornale è su un tema delicato che interessa tutta la categoria: la tutela giuridica del diritto d’autore. Una recente sentenza del Tribunale di Roma ribadisce che ogni scenografia (che sia cinematografica, televisiva o teatrale) “è meritevole di autonoma protezione” e che se c’è un utilizzo indebito di materiale scenografico, l’autore originario avrà diritto al risarcimento dei danni.

Un tema di prepotente attualità: è di oggi la notizia che una grande azienda televisiva, incalzata dalla necessità di tagliare i costi di produzione, sta chiedendo al personale interno di modificare scenografie realizzate da scenografi esterni. Si può fare? Assolutamente no, ma siamo al Davide contro Golia. Solo che Davide, stavolta, ha armi (giuridiche) affilate per far valere le sue ragioni.

 

Leggere per credere.

 

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La rivista dell’ ASC “Scenografia & Costume” è acquistabile al prezzo di copertina di euro 8,00 presso i seguenti punti vendita.

 

La rivista si può anche acquistare direttamente presso la nostra sede di Cinecittà, in via Tuscolana, 1055.

E’ possibile riceverla anche per posta con una spesa aggiuntiva di euro 1,28 per ogni copia.

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