Presentato al Festival di Cannes 2019 l'unico film italiano in concorsoꓽ Il Traditore di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane. Il film ripercorre le vicende di Tommaso Buscetta, prima mafioso poi collaboratore di giustizia che, grazie soprattutto all'impegno del giudice Giovanni Falcone, porta l'Italia al maxi processo del 1986 e all'arresto negli anni successivi di circa 365 criminali.


Bellocchio rivelaꓽ “Non sapevo nulla di Buscetta se non quel che si è raccontato sui giornali. Quando il produttore Beppe Caschetto mi ha proposto il progetto ho iniziato a documentarmi. Ad un certo punto i morti ammazzati di Palermo e le loro vite dolorose si sono impadroniti di questa storia”.

Quello di Buscetta è per Bellocchio “non un eroe ma un uomo certamente coraggioso, e il coraggio è una qualità che io non possiedo quindi mi seduce vederlo negli altri. Masino era uno che non aveva paura di morire ma allo stesso tempo non voleva essere ucciso senza un motivo, per lui contavano la famiglia e la dignità”. Il Traditore percorre 20 anni della vita di Buscetta “analizzati attraverso tre punti cardinali – spiega Rampoldi – : il tradimento, la teatralità, i figli. In questo film viene problematizzata la tragedia di essere padre”.

Commovente l’interpretazione di Pierfrancesco Favino che per interpretare il personaggio è dovuto ingrassare una decina di chili e imparare il siciliano. Importantissima anche la presenza di Luigi Lo Cascio che, se all’inizio del film ricorda vagamente il suo Peppino Impastato (ruolo che gli apparterrà per sempre), in seguito si smarca definitivamente, interpretanto alla grande Salvatore Contorno in una scena mozzafiato del maxiprocesso del 1986.

Le scenografie di Andrea Castorina appaiono equilibrate e ricche di dettagli che ben raccontano le ambientazioni dell’epoca, perfettamente in armonia con i costumi di Daria Calvelli. Esilarante la scena di Andreotti in mutande. L’invecchiamento nei diversi personaggi è senz’altro credibile e ben realizzato, la ricostruzione storica è fedele e denuncia un’enorme lavoro dei reparti di scenografia e costume nella ricerca delle references e nello studio dei personaggi.

In sala dal 23 maggio, uscito in occasione dell'anniversario della morte di Falcone, ne consigliamo caldamente la visione.

 

di Brunella De Cola