
PIERO TOSI
Piero Tosi è nato a Sesto Fiorentino il 10 aprile 1927.
Ha studiato a Firenze, prima all’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti, dove ha avuto tra gli insegnanti Ottone Rosai, e tra i compagni di studi Anna Anni, Danilo Donati e Franco Zeffirelli.
Ha iniziato l'attività professionale nel 1947 in teatro, ambito nel quale si è più volte cimentato con successo anche come scenografo: tra gli spettacoli memorabili, La locandiera di Goldoni nel 1952, Macbeth di Verdi nel 1958 a Spoleto, per l'inaugurazione del primo Festival dei Due Mondi, e sempre a Spoleto, nel 1973 disegnò i costumi di una memorabile Manon Lescaut di Puccini facendo co-firmare i costumi per la prima volta alla sua allieva e collaboratrice prediletta Gabriella Pescucci.
Questi spettacoli portavano tutti la firma di Luchino Visconti.
Ha debuttato nel cinema nel 1951, chiamato da Franco Zeffirelli, allora assistente alla regia di Luchino Visconti per il film Bellissima, interpretato da Anna Magnani. L’incontro con Visconti si rivelò fondamentale, e si tradusse in un sodalizio destinato a durare un quarto di secolo, sul palcoscenico e sullo schermo. Per Bellissima Tosi intraprese con cura quella ricerca di abiti presi dalla realtà che sarebbe diventata una sua caratteristica, non limitata ai film di ambientazione contemporanea.Infatti negli anni a seguire, grazie alla collaborazione con Umberto Tirelli, sarto e collezionista che Tosi definiva "un complice straordinario", questa esperienza si concretizzò in una prassi applicata con successo anche a film ambientati in epoche
diverse, creando una nuova visione del costume cinematografico che ha fatto scuola nel mondo.
Dopo aver collaborato con Marcel Escoffier alla creazione dei costumi ottocenteschi di Senso, fu responsabile per quelli contemporanei di Rocco e i suoi fratelli. Per Il Gattopardo rivolse l’attenzione alle testimonianze fotografiche dei dagherrotipi degli aristocratici dell’Ottocento, con l’obiettivo di rispettare fedelmente le indicazioni del romanzo di Tomasi di Lampedusa; per La caduta degli dei guardò alla moda degli anni Trenta, con una particolare attenzione all’espressionismo tedesco. Negli ultimi tre film viscontiani Tosi ha dimostrato ancora una volta la sua straordinaria abilità nel riportare in vita epoche lontane: in Morte a Venezia gli anni immediatamente precedenti alla prima guerra mondiale, in Ludwig gli ultimi bagliori dell’impero austroungarico, in L’innocente (1976), l’atmosfera decadente della fine del secolo XIX.Un sodalizio altrettanto duraturo ha legato Tosi a Mauro Bolognini, con il quale ha esplorato un mondo più popolare rispetto a quello narrato nei film di Visconti; per i suoi film (tra cui Il bell’Antonio, La Viaccia, Metello, Bubù di Montparnasse) Tosi ha creato i costumi e spesso ha curato anche gli arredamenti.Tra gli altri grandi autori del cinema italiano con i quali ha collaborato, particolarmente significativa la collaborazione con Mario Monicelli (I compagni), Liliana Cavani (Il portiere di notte), Franco Zeffirelli (La Traviata; Storia di una capinera). Per Federico Fellini. ha curato le acconciature e il trucco dei personaggi del film Fellini Satyricon.
L'amico di tutta la vita Franco Zeffirelli, recentemente scomparso, ha detto di lui "Un mago, in grado di far risorgere la storia, portando il passato nel presente".
Un profondo rapporto di fiducia ha legato Tosi a grandi interpreti della scena e del cinema italiano. In particolare a Silvana Mangano per i film di Luchino Visconti; a Sophia Loren per i film di Vittorio De Sica (Ieri, oggi, domani, Matrimonio all’italiana) a Claudia Cardinale , dall’indimenticabile Angelica de Il Gattopardo, di Visconti , La Viaccia e Senilità di Mauro Bolognini; a Maria Callas per Medea di Pier Paolo Pasolini, unico film interpretato dalla cantante.Professionisti di fama internazionale come Gabriella Pescucci, Vera Marzot, Maurizio Millenotti, Carlo Poggioli, Alberto Spiazzi, Alessandro Lai, Mariano Tufano, si fanno un vanto di avere iniziato la carriera come suoi assistenti. Tuttora la Sartoria Tirelli custodisce gelosamente i suoi capolavori.
Dopo la scomparsa di Luchino Visconti, Tosi si è progressivamente allontanato dall'attività dei set e dei palcoscenici, dedicandosi a tempo pieno all'insegnamento presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove per 25 anni ha trasmesso il suo prezioso bagaglio culturale e pratico a giovani costumisti che sono già sulla scena italiana e internazionale, tra cui Massimo Cantini Parrini, Daniela Ciancio, Andrea Sorrentino.
Nel giugno 2013, sotto lo stimolo di Carla Fendi mecenate del Festival di Spoleto, Piero Tosi è tornato un'ultima volta sulle scene disegnando un delizioso Matrimonio segreto di Cimarosa per la regia di Quirino Conti.Nel corso della sua carriera, Tosi ha ricevuto innumerevoli premi, tra cui 8 Nastri d'argento, 3 David di Donatello e 2 BAFTA. Cinque volte finalista agli Oscar (per i costumi di Il Gattopardo, Morte a Venezia, Ludwig, Il vizietto, La Traviata), non lo ha mai vinto. Nel 2013 gli è stato attribuito un Oscar alla carriera: è stata la prima - e a tutt'oggi unica - volta che questo onore viene conferito a un costumista.
