Cari Soci,
un importante comunicato dalle Segreterie Nazionali Sindacati,
per richiedere l'indennità da 600 euro prevista dal decreto Cura Italia del 17 marzo
tramite il sito INPS.
Roma 31 marzo 2020


Roma 31/3/2020
Comunicato per i Lavoratori delle Troupes
Ricorso agli ammortizzatori sociali
Il sito dell’INPS, in materia di indennità per i lavoratori autonomi, riporta la seguente dicitura: "In ragione di quanto sopra, l'Inps riconosce l'indennità in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande". E le ragioni di "quanto sopra" sono i limiti di spesa complessivi imposti dal decreto 18/2020 (Cura Italia). Così messa sembrerebbe che venga confermato il “click day” che sembrava scongiurato perché la copertura prevista di 3 miliardi garantiva capienza per tutti. Infatti INPS nega questa cosa in un comunicato stampa.
Pertanto consigliamo di avviare le singole procedure per richiedere detta indennità.
Ricordiamo che l’indennità riguarda i lavoratori dello spettacolo non titolari di trattamento pensionistico diretto, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 allo stesso Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, corrispondenti a un reddito non superiore a 50.000.
Abbiamo anche avuto certezza dalla circolare dell’Istituto n. 49 del 30 marzo 2020 che l’indennità di disoccupazione (NASpI), per la quale sono stati ampliati i termini di presentazione delle domande per agevolarne l’accesso, è cumulabile con l’Indennità lavoratori dello spettacolo introdotta dal DL Cura Italia.
Intanto riteniamo opportuno avvisare che l’interpello urgentissimo inoltrato all’INPS non ha ancora avuto esito.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL | FISTEL-CISL | UILCOM-UIL
La lettera di Pupi Avati: «Vivo questo tempo sospeso con gli occhi chiusi. La Rai ne approfitti per farci crescere culturalmente»
di Pupi Avati
Riflessione e proposta
E piango e rido davanti alla televisione come piangono e ridono i vecchi, che è poi come piangono e ridono i bambini, cercando di fare in modo che mia moglie non se ne accorga. Fra i tanti che se ne sono andati un mio amico, Bruno Longhi, grande clarinettista milanese, che il coronavirus ha portato via senza tener conto della sua bravura, di come suonava Memories of you, meglio di Benny Goodman . E’ il primo periodo della mia vita in cui anziché abbracciare vorrei essere abbracciato. Mi manca persino quella specie di bacio notturno con il quale auguro la buonanotte a mia moglie e che lei giustamente mi ha vietato. Dormo di più la mattina, nel silenzio profondo, cimiteriale di una città morta , appartengo anagraficamente alla categoria di quelli più svelti a morire. Ma in questo sterminato silenzio , che è sacro e misterioso e che ci fa comprendere la nostra pochezza, la nostra vigliaccheria, ci commuove la consapevolezza dei tanti che stanno mettendo a repentaglio le loro vite per salvarci. E questo stesso silenzio sarebbe opportuno per i tanti che destituiti di ogni competenza specifica continuano a sproloquiare saltapicchiando da un programma all’altro privi di ogni pudore , di ogni senso del limite.
Coloro che con tanta solerzia, con tanta supponenza, ci hanno accompagnato nel corso degli ultimi decenni appartengono al Prima del Coronavirus, quando era possibile il cazzeggio. Ora, se usciremo da questa esperienza, dovremo farne tesoro, dovremo trovare un senso a quello che è accaduto, soccorrendo le tante famiglie di chi ha pagato con la vita, aiutando a superare le difficoltà enormi, spesso insormontabili, nelle quali si troveranno i più, impegnandoci tutti a sostituire il dire con il fare, come accadde dopo la liberazione. Quello che provo somiglia a quando al cinematografo negli anni Cinquanta si rompeva la pellicola e accadeva che venivi scaraventato fuori da quella storia che era stata capace di sottrarti allo squallore del tuo quotidiano. Rottura accolta da un boato di delusione simultaneo all’accensione improvvisa di luci fastidiose. Me ne restavo seduto, stretto in me stesso, cercando di tenermi dentro il film , «dimmi quando ricomincia» dicevo a mia madre tenendo gli occhi chiusi e pregando perché quelli su in cabina si sbrigassero a riattaccare la pellicola. Perché fossi restituito al più presto a quel magico altrove.
Ecco questo tempo che sto vivendo che non somiglia a niente, è un pezzo della mia vita che vivo con gli occhi chiusi, in attesa di poterli riaprire. E quel mondo che si sta allontanando, che non tornerà più ad esserci, che non piaceva a nessuno, del quale tutti si lamentavano, eppure temo che di quel mondo proveremo una crescente nostalgia. E allora mi chiedo perché in questo tempo sospeso fra il reale e l’irreale, come in assenza di gravità, i media e soprattutto la televisione e soprattutto la Rai, in un momento in cui il Dio Mercato al quale dobbiamo la generale acquiescenza all’Auditel, non approfitti di questa tregua sabbatica di settimane, di mesi, per sconvolgere totalmente i suoi palinsesti dando al paese l’opportunità di crescere culturalmente. Perché non si sconvolgono i palinsesti programmando finalmente i grandi film, i grandi concerti di musica classica, di jazz, di pop, i documentari sulla vita e le opere dei grandi pittori, dei grandi scultori, dei grandi architetti , la lettura dei testi dei grandi scrittori, la prosa, la poesia, la danza, insomma perché non diamo la possibilità a milioni di utenti di scoprire che c’è altro, al di là dello sterile cicaleccio dei salotti frequentati da vip o dai soliti opinionisti.
Perché non proporre quel tipo di programmazione che fa rizzare i capelli ai pubblicitari ! Perché non approfittiamo di questa così speciale opportunità per provare a far crescere culturalmente il paese stravolgendo davvero i vecchi parametri, contando sull’effetto terapeutico della bellezza ? Il mio appello va al Presidente, al Direttore Generale, al Consiglio di Amministrazione della RAI affinché mettano mano a un progetto così ambizioso e tuttavia così economico. Progetto che ci faccia trovare, quando in cabina finalmente saranno stati in grado di aggiustare la pellicola, migliori, più consapevoli di come eravamo quando all’improvviso si interruppe la proiezione . E potremo allora riaprire gli occhi.
Cari Soci,
un importante comunicato dalle Segreterie Nazionali Sindacati, riguardo le interruzioni dei contratti attuate dalle produzioni.
Roma 24 marzo 2020


Comunicato per i Lavoratori delle Troupes
Modalità di sospensione/interruzione del rapporto di lavoro
Riceviamo numerose segnalazioni da parte dei lavoratori delle troupes impegnati in lavorazioni avviate o in corso di preparazione prima dell’inizio dell’emergenza epidemiologica Covid-19 che chiedono chiarimenti rispetto alla modalità con la quale le aziende stanno gestendo i rapporti.
In particolare, ci viene riferito dai lavoratori che dal momento in cui sono state introdotte dal Governo le misure restrittive volte al contenimento della diffusione del virus, sono stati “scollocati” dalle Produzioni laddove, invece, in alcuni casi gli era stato comunicato precedentemente che ci sarebbe stata solo l’interruzione del rapporto che poi sarebbe ripreso con il rientrare dell’emergenza. Questo è quanto avvenuto per la stragrande maggioranza delle lavorazioni. Pochissime aziende risultano aver mantenuto il collocamento della troupe.
Tale circostanza, anche alla luce dell’emanazione del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Cura Italia) pregiudica l’accesso alle misure a sostegno dei lavoratori previste dal citato decreto (Cassa Integrazione in deroga, Fondo Integrazione Salariale).
I lavoratori, peraltro, segnalano che potrebbero esserci dei profili di illegittimità in relazione ai presunti recessi unilaterali attuati dalle Produzioni.
Inoltre, sembrerebbe che alcune aziende abbiano richiesto ai lavoratori di attivare la quarantena che, come noto, sempre dal DL Cura Italia viene assimilata alla malattia ma che, non sussistendo il rapporto di lavoro, non potrà essere goduta.
Le scriventi organizzazioni sindacali si sono prontamente attivate ed hanno preso già contatto con le diverse produzioni che effettivamente hanno confermato di aver proceduto all’interruzione dei contratti e che riferiscono quanto segue:
La maggior parte delle produzioni è stata interrotta nel periodo tra la fine del mese di febbraio e l’11 marzo mentre il Decreto c.d. Cura Italia è stato pubblicato in data 18 marzo 2020. Di conseguenza, l’avviso comune sul Decreto da parte delle associazioni datoriali e sindacali è stato firmato il 21 marzo successivo.
Le suddette produzioni, con gli strumenti e le informazioni a disposizione in quel momento hanno esercitato il recesso per causa di forza maggiore e consentito ai lavoratori di attivare immediatamente le procedure previste per l’accesso alla NASpI che rappresenta lo strumento da tutti conosciuto per intervenire a sostegno dei lavoratori nei momenti dell’anno in cui non si è contrattualizzati, anche perché ritenuto, dal punto di vista assistenziale, maggiormente remunerativo per i lavoratori stessi.
Inoltre, l’indennità di disoccupazione (NASpI), per la quale sono stati ampliati i termini di presentazione delle domande per agevolarne l’accesso, sembrerebbe essere anche cumulabile con l’Indennità lavoratori dello spettacolo introdotta dal DL Cura Italia.
Le suddette Società, anche alla luce delle ulteriori misure successivamente introdotte dal DL in questione, hanno ritenuto che la scelta della NASpI (eventualmente integrabile con l’Indennità lavoratori dello spettacolo) fosse quella più adatta a supportare, anche dal punto di vista economico, i lavoratori delle Troupes. Ciò anche in virtù del fatto che le altre forme di assistenza previste (CIG in deroga e FIS) appaiono limitate, sia nel tempo sia nell’entità economica, rispetto alle esigenze di tutto il Paese.
Il principio che è stato seguito, in definitiva, è che laddove non ci fosse stata una certezza del ripristino della lavorazione non vi sarebbe stata ragione di mantenere il rapporto di lavoro, pregiudicando ai dipendenti l’accesso alla NASpI e all’Indennità lavoratori dello spettacolo.
Sulla quarantena ci riferiscono che probabilmente circolano informazioni confuse poiché non sono e non possono essere le aziende ad attivare la quarantena stessa. Le norme di legge, infatti, indicano chiaramente la responsabilità di ciascun individuo che, a certe condizioni, è tenuto a contattare l’autorità sanitaria pubblica per comunicare talune circostanze che sono ormai note a tutti (sintomi o contatti con persone contagiate); sarà soltanto l’operatore sanitario pubblico ad attivare i protocolli per il “periodo di sorveglianza attiva” che è il solo ad essere equiparato alla malattia.
Ciò che probabilmente (e doverosamente) è provenuto dalle Produzioni è la raccomandazione di attenersi rigorosamente alle disposizioni emanate dal Ministero della Salute e dalle altre Autorità.
La scelta operata dalle aziende, opinabile e unilaterale, seppure non priva nei fatti i lavoratori di tutela, ci porta comunque ad un percorso obbligato, che potrebbe pregiudicare la fruizione di strumenti futuri e sostegni sociali che potrebbero essere messi in campo dal Governo. Il contesto emergenziale non favorisce peraltro il ricorso giuridico o sindacale nei confronti di queste scelte. Alla luce delle informazioni raccolte le scriventi organizzazioni sindacali rimangono a disposizione per appoggiare individualmente i lavoratori con specifiche esigenze e che si trovano, per il momento, in assenza di supporto. Vanno attivati tutti i percorsi necessari, nei quali le aziende dovranno essere coinvolte per non lasciare nessuno senza la migliore copertura alla quale abbia diritto.
Ricordiamo che le richieste di Cassa Integrazione e Fondo di Integrazione Salariale devono essere inoltrate dalle aziende, mentre NaSpi e Indennità per i lavoratori dello Spettacolo devono essere richieste dai lavoratori presso l’INPS.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL | FISTEL-CISL | UILCOM-UIL
Cari Soci,
un ulteriore comunicazione ricevuta da SLC / CGIL per l'indennità ora prevista per tutti di 600 euro, aspettando la circolare INPS che chiarirà ufficialmente la regolazione.

Cari Soci,
Purtroppo le nuove restrizioni stanno avendo forti ripercussioni su tutte le nostre attività. Anche le poche produzioni ancora rimaste in piedi rischiano di essere fermate la prossima settimana.
Sappiamo quanto questo momento possa essere difficile e deprimente, specialmente in questo momento che vedeva il ritorno di grande lavoro per tutti.
Dobbiamo tenere duro, e superare questo momento sfortunato con la forza d'animo di sempre.
Come avrete letto nelle nostre precedenti email, il Ministro Franceschini, unitamente con il Governo, sta lavorando ad una proposta che tuteli i lavoratori del cinema e dello spettacolo dal vivo. Vi metteremo a conoscenza delle proposte ufficiali appena ci saranno comunicate.
Di seguito, gli ultimissimi aggiornamenti riguardanti anche la posticipazione di alcuni nostri eventi.
| RIGUARDO IL RINNOVO CCNL LAVORATORI TROUPES |
Il prossimo incontro dei delegati FIDAC, sindacati e Anica avverrà via Skype il 12 Marzo.
Vi invieremo il report a riunione avvenuta.
| MASTERCLASS - PREMI DAVID DI DONATELLO |
Dobbiamo inoltre comunicarvi che la Masterclass sui nostri cinque scenografi candidati ai David di Donatello, in collaborazione con l'Accademia del Cinema Italiano (prevista per il 14 Marzo alla Casa del Cinema a Roma) è rimandata a data da destinarsi.
| CORSI FOLIAS PER SCENOGRAFO |
Anche i nostri corsi di formazione per scenografi, in collaborazione con Folias, sono stati sospesi a data da destinarsi.
| RASSEGNA INTERNAZIONALE "FARE CINEMA" |
Aspettiamo decisioni del Ministero degli Esteri riguardo la rassegna dei Mestieri del Cinema nel Mondo.
Il Presidente e il Direttivo ASC
Carlo Poggioli


È da poco uscito il nuovo numero della rivista "Scenografia & costume", il magazine dell'Associazione Italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori (Anno VII, n. 15, dicembre 2019, 12 euro). Si intitola "Grazie Maestri" ed è dedicato alla memoria e al lavoro di due grandi artisti che ci hanno lasciato nel corso del 2019: Franco Zeffirelli, scomparso il 15 giugno 2019, e Piero Tosi, morto il 10 agosto dello stesso anno. Piero Tosi è stato una colonna del Centro Sperimentale di Cinematografia, avendo diretto per quasi trent'anni il corso di Costume.
Tosi e Zeffirelli erano molto amici e hanno lavorato tantissimo insieme, più in teatro che al cinema. Come scrive nel suo editoriale Carlo Poggioli, presidente dell'Associazione, si trattava "di due amici per molti di noi, fari imprescindibili per tutti, nuove generazioni comprese". Lo speciale su di loro è curato da Francesca Romana Buffetti e contiene testimonianze di Dino Trappetti, Caterina D'Amico, Gabriella Pescucci, Milena Canonero, Nicoletta Ercole, Maurizio Millenotti (che è succeduto a Tosi come docente di riferimento del corso di Costume al CSC), Alberto Spiazzi, Marco Gandini e Pippo Zeffirelli. La rivista ha in copertina un bozzetto di Piero Tosi per "La caduta degli dei" di Luchino Visconti, per gentile concessione della Fondazione Tirelli Trappetti.
A Piero Tosi, il CSC e Edizioni Sabinae hanno dedicato nel 2018 il numero 591 della rivista "Bianco e nero" e il volume "Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza. Gli anni del CSC (1988-2016)", curato da Stefano Iachetti e collegato alla mostra omonima che si è tenuta, con grande successo, al Palaexpo di Roma.
Centro Sperimentale di Cinematografia

Salgono sul palco raggianti, in questa notte degli Oscar 2020, a ricevere la loro statuetta, la scenografa Barbara Ling (Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, Batman & Robin, Cuori in Atlantide) e l’arredatrice Nancy Haigh (Forrest Gump, The Truman Show, Non è un paese per vecchi) per il film C’era una volta a… Hollywood del regista pulp Quentin Tarantino.
Le due professioniste ringraziano, con eleganza, tutto il loro reparto: i disegnatori, gli assistenti, i falegnami, i pittori e, chiaramente, tutto il reparto Props.
Il film è ambientato in un luogo reale — Hollywood — in un tempo reale — da febbraio a agosto 1969, ma è anche uno sguardo “fantasioso” e personale del regista sulla Los Angeles degli anni ’60.
Come Tarantino, la Ling è originaria di Los Angeles e, attraverso la scenografia, ha messo anche i suoi ricordi del 1969 nell’immaginario filmico.
In una breve conversazione avuta a Cannes 2019, ci ha spiegato come lei e il suo reparto hanno progettato e realizzato alcuni dei set più interessanti del film.
“Nel 1969 io avevo 17 anni e ricordo bene la città in quell’epoca: tutti facevano l’autostop e tutti potevano, anche con un documento d’identità falso, entrare in qualsiasi locale o club. La città era ricca di insegne al neon e ci siamo divertiti a ricostruirne molte, basandoci anche su disegni o foto. Abbiamo rifatto molte facciate di negozi ed edifici: il Taco Bell, per esempio, esisteva ancora e manteneva la struttura originaria, ma nel tempo era cambiata la sua destinazione d’uso: abbiamo lavorato sulla facciata per farlo sembrare più realistico possibile. Los Angeles è sempre stata una città in constante reinvenzione di sé, ormai ci sono una moltitudine di edifici in acciaio e vetro e tutte le costruzioni storiche stanno via via scomparendo, soprattutto sulla Hollywood Boulevard. Speriamo che il film faccia capire alle persone quanto questi edifici siano meravigliosi e che sarebbe un peccato perderli per far spazio ad altre torri di vetro”.
Sul Pandora’s Box, un edificio parzialmente ricostruito in scenografia, la Ling afferma: “Pandora's Box era in una posizione strana e iconica allo stesso tempo della città. Nel 1969 fu costretto a chiudere a causa delle rivolte e poi fu demolito poiché era un famosissimo luogo di ritrovo per hippy. Così abbiamo trovato un edificio, un ristorante a Hollywood, che era disposto a lasciarci fare delle modifiche esterne. Non era nella posizione giusta della città, ma poco importa… non credo che nessuno a LA si ricordi la vera posizione di Pandora's Box”.
Per altri ambienti, come il Drive In, il reparto ha costruito un enorme modellino in scala, anche per facilitare al regista lo studio dell’azione e del posizionamento della camera.
Sugli ambienti interni la scenografia appare molto curata, dalla villa di Rick Dalton (interpretato da Leonardo Di Caprio) a quella di Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie), fino allo studio televisivo NBC in cui viene ricostruita la scritta del varietà musicale “Hullabaloo”, tutta in acciaio per consentire ai ballerini di danzarci su.
Il lavoro magistrale operato dalla scenografia appare comunque quello sulle strade e sulle facciate degli edifici che scorrono mentre lo stuntman Cliff Booth, interpretato da Brad Pitt (forse vero protagonista del film), si sposta in auto da un punto all’altro della città. E senz’altro il compito più arduo e interessante del film sarà stato quello di ricostruire la Hollywood degli anni ’60, circondata dall’atmosfera dorata del cinema, incarnazione per eccellenza del sogno americano. Una Hollywood in cui Tarantino si diverte a riscrivere la Storia: il terribile massacro di Bel Air per mano di Charles Manson, un evento che ha cambiato per sempre l’immaginario della società americana. Una Hollywood in cui gli attori sono spettatori di loro stessi (basti pensare alla scena in cui Margot Robbie va al cinema a vedere Sharon Tate, il personaggio che lei interpreta nel film stesso). Una Hollywood nel tempo fiabesco del C’era una volta…
di Brunella De Cola

MANIFATTURE DIGITALI CINEMA
Hub toscano per l’innovazione nella filiera audiovisiva
Inaugurate a Prato nel settembre 2017 Manifatture Digitali Cinema sono infrastrutture dedicate all'accoglienza delle produzioni cinematografiche e audiovisive che scelgono la Toscana come set. Un progetto innovativo, nato dalla sinergia tra l'Apq Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema - Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la Regione Toscana, attuato grazie al lavoro di Fondazione Sistema Toscana - Toscana Film Commission.
La strategia di Manifatture Digitali Cinema è fare dell’audiovisivo un volano di sviluppo e innovazione, intercettando le capacità locali che a Prato sono il tessile e la manifattura per creare nuovi servizi e prodotti. L’obiettivo è aumentare l’attrattività della Toscana per le produzioni audiovisive, nazionali e internazionali, creando nuovi strutture e servizi, ed offrire opportunità di alta specializzazione a chi vuole lavorare nel settore del cinema e audiovisivo. A disposizione delle produzioni ci sono uffici, sala proiezioni, sale casting, trucco e parrucco, aule e laboratori di costumistica, mentre è già in cantiere il raddoppio degli spazi e la creazione di un nuovo teatro di posa tecnologicamente avanzato.
I principali progetti 2018-2019
Bottega di Alta Specializzazione - Costumi Rinascimento: I Medici, condotto dal costume designer Alessandro Lai, che ha visto la realizzazione dei prototipi dei costumi della terza stagione della serie tv prodotta da Rai e Lux Vide, I Medici, Masters of Florence.
Bottega di Alta Specializzazione - Costumi Rinascimento 2: I tempi di Leonado, sempre per LuxVide con Alessandro Lai, per la realizzazione dei costumi della nuova fiction tv Leonardo. Collaborazione con la Fondazione Teatro Metastasio di Prato, nello sviluppo dei costumi per Scene da Faust, di Federico Tiezzi, (,maggio 2019) e Antigone regia di Massimiliano Civica e costume designer Daniela Salernitano (novembre 2019).
La struttura ha ospitato molti set, come quello di Dafne, di Federico Bondi (premio Fipresci alla 69^ Berlinale, sezione Panorama), Se Son rose, di Leonardo Pieraccioni, Forse è solo mal di mare, per la regia di Simona De Simone e la fiction tv targata Rai, Pezzi unici, diretta di Cinzia TH Torrini.
La grande tradizione italiana nei mestieri del cinema, nell'alta sartoria per la realizzazione di costumi per il cinema, la televisione e il teatro, rappresenta un'eccellenza apprezzata e riconosciuta a livello internazionale, un patrimonio artistico, artigianale e culturale da tramandare alle nuove generazioni, a chi si affaccia – o cerca di acquisire una forte professionalità - nel mondo del lavoro.
E' da questa premessa che nasce, alle Manifatture Digitali Cinema Prato, una nuova possibilità di formazione, la Bottega di Alta Specializzazione, dal titolo “La Stoffa dei Sogni”, che si terrà dal 24 febbraio al 22maggio 2020.
L'infrastruttura dedicata al supporto delle produzioni cinematografiche e audiovisive, Manifatture Digitali Cinema - nata sotto l'egida di Mibac, Apq Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana e i Comuni di Prato e Pisa - nella sede pratese ha già realizzato, nel 2018, la Bottega “Costumi Rinascimento”, condotta da Alessandro Lai, nella quale sono stati creati i prototipi dei costumi della fiction tv, targata Rai e Lux Vide, “I Medici. Masters of Florence”.
“La Stoffa dei Sogni”, facendo tesoro dei percorsi d'apprendimento già realizzati alle Manifatture - che nella città del tessile possono contare sull'appoggio di imprenditori del settore e su una comunità di riferimento nella quale vivono e lavorano professionisti della sartoria - sarà un laboratorio d'eccellenza, un percorso d'apprendimento a livello avanzato, condotto dai costumisti pluripremiati Gabriella Pescucci (Premio Oscar per il film L'età dell'innocenza, di Martin Scorsese), Carlo Poggioli e Alessandro Lai.
Saranno in tutto 500 ore d'apprendimento, tra lezioni frontali e laboratori pratici intensivi, distribuite in 13 settimane, a contatto con alcuni dei più affermati talenti italiani nel campo del costume design, noti a livello internazionale, che consentiranno ai partecipanti di apprendere la storia della costumistica italiana, l'attualità di un mestiere artistico e al tempo stesso artigianale, oltre allo sviluppo di progetti di costumi originali.
IL CORSO IN SINTESI
Il costume italiano nel Cinquecento è il focus della prima edizione de “La Stoffa dei Sogni”, che si ispirerà alla corte medicea di Cosimo I ed Eleonora di Toledo. Le attività laboratoriali si svolgeranno per 3 mesi (dal 16 settembre al 13 dicembre 2019), per 5 giorni a settimana, con un orario a tempo pieno, per un totale di 500 ore d'apprendimento, che comprenderanno visite ai musei, alle sartorie e alle aziende.
I 10 partecipanti più meritevoli, saranno premiati con la frequenza di un mese “premium” di ulteriore approfondimento.
Alla Bottega di Alta Specializzazione “La Stoffa dei Sogni” potranno partecipare 32 persone, le lezioni si svolgeranno in italiano e in inglese.
Metodo
L'approfondimento delle conoscenze teoriche e pratiche, a fianco di maestri esperti, sarà la cifra distintiva de “La Stoffa dei Sogni”. I 3 costume designer definiranno l’orientamento del corso alternandosi alla conduzione del laboratorio, che produrrà costumi ispirandosi alla moda medicea. Esperti e docenti terranno lezioni teoriche sulla storia del costume e del costume per il cinema e condurranno i partecipanti a visite esterne, nei musei e nelle aziende che rappresentano un'eccellenza nella tradizione manifatturiera toscana.
Contenuti
3 i contenuti: Conoscenza, Laboratorio, Giacimenti.
I contenuti di Conoscenza sono lezioni che vanno ad approfondire la Storia del costume / Storia del tessuto / Il costume e la moda nel cinema / Gioielli e accessori
I contenuti di Laboratorio si riferiscono alla parte pratica: taglio e fogge storiche del ‘500 / Sartoria / Disegno a mano e digitale / Gestione del progetto e del reparto
I contenuti di Giacimenti si riferiscono ai modelli dai quali prendere ispirazione, custoditi nei musei d’arte, di moda e costume / Nel patrimonio produttivo delle aziende artigianali e tessili e delle più famose sartorie.
Obbiettivi
I partecipanti creeranno un set di costumi ispirati a Cosimo I de' Medici e Eleonora di Toledo, destinato a divenire un modulo espositivo, una mostra itinerante presso Il Museo del Tessuto di Prato, le Ville Medicee patrimonio Unesco che hanno sede in Toscana, in location deputate nel mondo.
Destinatari
La Bottega di Alta Specializzazione “La Stoffa dei Sogni” si rivolge a costume designer, sarti, tagliatori, modisti, modellisti, artigiani dell’intera filiera della creazione di costumi, con esperienza e forte motivazione, che vogliano specializzarsi nella costumistica per il cinema, apprendendo il mestiere a fianco di professionisti affermati.
Dove
Manifatture Digitali Cinema, Prato, l’hub toscano per l’innovazione nella filiera audiovisiva
400 mq di laboratori di sartoria, stiro, magazzino, studio
540 mq di sale attrezzate per proiezioni, trucco e capelli, allestimenti
www.manifatturedigitalicinema.it
FB: Manifatture Digitali Cinema
Costo
Il costo di partecipazione è di 4.900,00 euro (iva inclusa)
Voucher della Regione Toscana a sostegno dei professionisti toscani (3000,00 euro).
Soggiorno a carico dei partecipanti.
Iscrizioni
Le iscrizioni terminano con l’inizio del corso. La selezione terminerà al raggiungimento del numero massimo di partecipanti (32 persone). La selezione sarà in base al curriculum e a un video motivazionale.
Partner
Sono partner del progetto: ASC Associazione Nazionale Costumisti e Scenografi, Museo del Tessuto di Prato, PIN - Polo Universitario di Prato, Apq Sensi contemporanei Toscana per il Cinema.
Info
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