Grande successo di pubblico alla serata inaugurale della mostra "Segno di artisti, poeti scena", organizzata dai nostri soci Laura Lupi e Bruno Amalfitano, con il patrocinio dell'ASC, alle Scuderie Aldobrandini a Frascati.

Hanno esposto le loro opere molti dei nostri soci scenografi, costumisti e arredatori.

La mostra sarà aperta fino al 9 febbraio.

 

locandina segnodiartistipoetidiscena

 
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
 

SEGNO DI ARTISTI

POETI DI SCENA

 
SABATO  25 GENNAIO ALLE ORE 18:00
 
PRESSO LE SALE DELLE SCUDERIE ALDOBRANDINI DI FRASCATI
 
LA MOSTRA É STATA IDEATA DA
Laura Lupi
 
E CURATA DA
Bruno Amalfitano e Laura Lupi 
 

 
 

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SCENOGRAFO, COSTUMISTA:

professione eclettica, creativa, divertente!

Prosa, poesia, arte, musica, danza, architettura, psicologia, regia, montaggio, fotografia sonoro sono gli argomenti che trattiamo costantemente!

Essendo coinvolti in tutti questi argomenti, strada facendo ne troviamo uno che ci affascina un po’ di più e proviamo a esprimerci, per il nostro piacere, senza pensare alla nostra professione.

Così può succedere che uno scenografo, un costumista, poi diventi regista, o scriva dei testi o suoni uno strumento, o dipinga dei quadri o si esprima anche nella scultura o nel design.

Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno disegna gioielli o entra nel mondo della moda.

A volte quella nascosta parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così eclettica, ci ha fatto trovare una strada più importante, e allora seguiamo anche quella, come è successo a molti di noi.

La mostra non è che un modo per far conoscere la scintilla artistica che c’è in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, per eccesso di pudore, viene tenuta nascosta in un armadio.

 

L’ESPLOSIONE DELLA IMMAGINE HA VINTO?

di ITALO MOSCATI

Sono a Venezia e cammino davanti alle Corderie dove ogni anno ci sono grandi mostre d‘arte che creano file di pubblico infinite. Ma in questi giorni le Corderie, di cui è “padrona” la Biennale d’arte, sono chiuse. E’ una pausa dell’attività espositiva. Qualche giorno fa l’Acqua Molto Alta ha fermato tutto nel disagio, di più, nella paura. Vado avanti. Devo scrivere su qualcosa che è lontana e mi riparo in una casa amica per farlo. Devo scrivere su una Mostra a Frascati. Lo faccio. La memoria e lo sguardo sono pieni delle immagini di cui ho visto la concretezza artistica e ammirato la fantasia. Lo spettacolo è bello e incisivo. I quadri sono lì per testimoniare qualcosa in cui l’arte sviluppa la loro realtà nuova. Il contagio con i Luoghi Veneziani d’arte in cui mi sono trovato creano un contagio. Da anni sta accadendo che la fantasia ha preteso di scatenarsi.

I quadri di Frascati sono parte di un’emozione complessiva che colpisce e dura. In essi c’è la proposta di vedere, anzi spiare il mondo, cercando non di ordinarlo ma di sconvolgerlo, proponendo sensazioni e contaminazioni. C’è dinamismo e freschezza. C’è il gusto, il piacere di prendere dalla vita immagini e di proporre una sorta di splendido luna park esistenziale in cui i corpi e la materia delle cose convivono nel piacere del passato con il suo fascino e tentano strade di futuro.

L’arte come prova di esistenze che creano libertà e nuove esperienze di condivisioni. La fusione delle emozioni dimostra che le immagini sono esplose e vivono non solo nelle mostre ma nella sensazione che un gusto diverso, nuovo, curioso si va imponendo. L’arte è una parentela di segni, immagini, realtà e spettacolo, archeologia e sogni futuristi. Il piacere è ampio, l’artista propone, chi guarda dispone, cerca di capire e di unirsi alle suggestioni dell’artista e sue personali. Chi guarda diventa socio del lavoro dell’artista, scopre con lui e trova il piacere di partecipare al viaggio che gli è proposto: il piacere della condivisioni, del gusto, del sogno e della realtà arriva con lui. Questo accade nello spazio dell’arte: da Frascati alle Corderie di Venezia, le immagini inventano intrecci e noi li viviamo con loro…

 

A Frascati dal 25 gennaio al 9 febbraio

Alle Scuderie Aldobrandini la mostra "Segno di artisti poeti di scena"

E' stata inaugurata sabato pomeriggio alle 18 la mostra «Segno di Artisti Poeti di Scena», ideata da Laura Lupi, in scena alle Scuderie Aldobrandini dal 25 gennaio al 9 febbraio. Dietro al lavoro dei grandi scenografi e costumisti italiani c'è sicuramente un grande impegno, sconfinata fantasia e tanta cultura. Le Scuderie Aldobrandini ospitano altre sfaccettature dell’arte e della tecnica di creare e ideare le scene per una rappresentazione teatrale, cinematografica o televisiva che sia . Da una idea di Laura Lupi e a cura di Bruno Amalfitano nasce la mostra "Segno di artisti, poeti di Scena", che richiama l’attenzione sull’attività artistica dei grandi nomi della scenografia italiana, con un fantastico viaggio nel loro un universo fatto di dipinti, disegni, sculture,  tecniche miste arredi, oggetti vari. L’evento è inaugurato lo scorso sabato, alla presenza dell'assessore alla cultura Emanuela Bruni e del sindaco Roberto Mastrosanti. In esposizione opere di: Anna Luce Aglietto, Bruno e Roberto Amalfitano, Tiziana Amicuzzi, Roberto Baraldi, Marco Antonio Brandolini, Giacinto Burchiellaro, Marco Canevari, Alida Cappellini, Gaetano Castelli, Fabio Crisarà, Enzo De Camillis, Marco Dentici, Dante Ferretti, Enzo Forletta, Nino Formica, Francesco Frigeri, Mario Garbuglia, Antonello Geleng, Paolo Innocenzi, Laura Lupi, Luigi Marchione, Riccardo Monti, Valeria Paolini, Daniela Pareschi, Graziella Pera, Carlo Poggioli, Sandro Scarmiglia, Mario Tasciotti, Emanuela Trixie Zitkowsky, Eugenio Ulissi, Alessandro Vannucci, Marta Zani. In mostra, arredi classici e contemporanei, sculture, dipinti e oggetti di scena, che arricchiscono la galleria di opere pittoriche dei più grandi scenografi e costumisti italiani. « Opere intime,  che rivelano un’alta faccia delle loro poliedriche personalità artistiche - spiega Emanuela Bruni, l'assessore alla cultura di Frascati . Inoltre, i percorsi di ciascuno, le passioni culturali e di ricerca estetica. Un evento che nel panorama culturale della nostra cittadina, tiene alta la bandiera dell’Italian way of life, tanto amato nel mondo, frutto di emozioni, passione gusto, eleganza e fantasia». Le Scuderie Aldobrandini in centro a Frascati si confermano una location sempre foriera di eventi culturali. «La mostra è un modo per far conoscere le velleità artistiche che ci sono in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, viene tenuta nascosta in un armadio - ha detto la curatrice Laura Lupi-. Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno dipinge, crea gioielli o entra nel mondo della moda. A volte quella parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così piena di passione e fantasia, ci ha fatto trovare una ulteriore strada artistica da seguire ”. Nelle foto alcune opere degli artisti scenografi come: Dante Ferretti (premio Nobel), Geleng e una delle moto usate per il famoso film Easyrider.

L.S.

www.ilcaffe.tv

 

 

Frascati, alle Scuderie Aldobrandini la mostra «Segno di Artisti Poeti di Scena», ideata da Laura Lupi

FRASCATI (eventi) - L’evento che s’inaugura il 25 gennaio alle 18 propone in esposizione opere di molti artisti

 

Cosa c’è dietro il lavoro dei grandi scenografi e costumisti italiani? Impegno, fantasia e tanta cultura. Le Scuderie Aldobrandini ospitano l’altra faccia dell’arte e della tecnica di creare e ideare le scene per una rappresentazione teatrale, cinematografica o televisiva.

Da una idea di Laura Lupi e a cura di Bruno Amalfitano e Laura Lupi nasce la mostra Segno di artisti, poeti di Scena, che focalizza l’attenzione sull’attività meno conosciuta dei grandi nomi della scenografia italiana permettendo di dialogare con i grandi Maestri, sul loro un universo intimo fatto di dipinti, disegni, tecniche miste arredi, oggetti.

L’evento che s’inaugura il 25 gennaio alle 18 propone in esposizione opere di: Anna Luce Aglietto, Bruno e Roberto Amalfitano, Tiziana Amicuzzi, Roberto Baraldi, Marco Antonio Brandolini, Giacinto Burchiellaro, Marco Canevari, Alida Cappellini, Gaetano Castelli, Fabio Crisarà, Enzo De Camillis, Marco Dentici, Dante Ferretti, Enzo Forletta, Nino Formica, Francesco Frigeri, Mario Garbuglia, Antonello Geleng, Paolo Innocenzi, Laura Lupi, Luigi Marchione, Riccardo Monti, Valeria Paolini, Daniela Pareschi, Graziella Pera, Carlo Poggioli, Sandro Scarmiglia, Mario Tasciotti, Emanuela Trixie Zitkowsky, Eugenio Ulissi, Alessandro Vannucci, Marta Zani.

«Una mostra che la Città di Frascati è orgogliosa di ospitare - dice Roberto Mastrosanti, Sindaco di Frascati - non solo per il valore dell’esposizione stessa ma per confermare quanto il nostro territorio sia legato alla cultura anche cinematografica del nostro Paese. Set ideale per decine e decine di film ma anche luogo che ha ospitato i teatri dell’effimero delle grandi feste in Villa di barocca memoria».

Arredi classici e contemporanei, sculture, dipinti e oggetti di scena arricchiscono la galleria di opere pittoriche dei più importanti scenografi e costumisti italiani. «Opere intime, al di là della committenza, che svelano un’alta faccia delle loro poliedriche personalità artistiche - spiega Emanuela Bruni, Assessore alla Cultura -. I percorsi di ciascuno, le passioni culturali e di ricerca estetica. Un evento che nel panorama culturale del nostro Paese tiene alta la bandiera dell’Italian way of life, tanto amato nel mondo, frutto di emozioni, passione gusto ed eleganza».

«La mostra non è che un modo per far conoscere la scintilla artistica che c’è in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, per eccesso di pudore, viene tenuta nascosta in un armadio - dichiara la curatrice Laura Lupi -. Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno disegna gioielli o entra nel mondo della moda. A volte quella nascosta parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così eclettica, ci ha fatto trovare una strada più importante, e allora seguiamo anche quella, come è successo a molti di noi».

ilmamilio.it

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
 

SEGNO DI ARTISTI

POETI DI SCENA

 
SABATO  25 GENNAIO ALLE ORE 18:00
 
PRESSO LE SALE DELLE SCUDERIE ALDOBRANDINI DI FRASCATI
 
a seguire cocktail offerto dall'organizzazione
LA MOSTRA É STATA IDEATA DA
Laura Lupi
 
E CURATA DA
Bruno Amalfitano e Laura Lupi 
 
locandina segnodiartistipoetidiscena
 

SCENOGRAFO, COSTUMISTA:

professione eclettica, creativa, divertente!

Prosa, poesia, arte, musica, danza, architettura, psicologia, regia, montaggio, fotografia sonoro sono gli argomenti che trattiamo costantemente!

Essendo coinvolti in tutti questi argomenti, strada facendo ne troviamo uno che ci affascina un po’ di più e proviamo a esprimerci, per il nostro piacere, senza pensare alla nostra professione.

Così può succedere che uno scenografo, un costumista, poi diventi regista, o scriva dei testi o suoni uno strumento, o dipinga dei quadri o si esprima anche nella scultura o nel design.

Qualcuno danza, qualcuno fa l’attore, qualcuno disegna gioielli o entra nel mondo della moda.

A volte quella nascosta parte artistica può farci scoprire che la nostra esperienza di scenografi-costumisti, così eclettica, ci ha fatto trovare una strada più importante, e allora seguiamo anche quella, come è successo a molti di noi.

La mostra non è che un modo per far conoscere la scintilla artistica che c’è in molti che fanno questo lavoro, e che a volte, per eccesso di pudore, viene tenuta nascosta in un armadio.

 

L’ESPLOSIONE DELLA IMMAGINE HA VINTO?

di ITALO MOSCATI

Sono a Venezia e cammino davanti alle Corderie dove ogni anno ci sono grandi mostre d‘arte che creano file di pubblico infinite. Ma in questi giorni le Corderie, di cui è “padrona” la Biennale d’arte, sono chiuse. E’ una pausa dell’attività espositiva. Qualche giorno fa l’Acqua Molto Alta ha fermato tutto nel disagio, di più, nella paura. Vado avanti. Devo scrivere su qualcosa che è lontana e mi riparo in una casa amica per farlo. Devo scrivere su una Mostra a Frascati. Lo faccio. La memoria e lo sguardo sono pieni delle immagini di cui ho visto la concretezza artistica e ammirato la fantasia. Lo spettacolo è bello e incisivo. I quadri sono lì per testimoniare qualcosa in cui l’arte sviluppa la loro realtà nuova. Il contagio con i Luoghi Veneziani d’arte in cui mi sono trovato creano un contagio. Da anni sta accadendo che la fantasia ha preteso di scatenarsi. I quadri di Frascati sono parte di un’emozione complessiva che colpisce e dura. In essi c’è la proposta di vedere, anzi spiare il mondo, cercando non di ordinarlo ma di sconvolgerlo, proponendo sensazioni e contaminazioni. C’è dinamismo e freschezza. C’è il gusto, il piacere di prendere dalla vita immagini e di proporre una sorta di splendido luna park esistenziale in cui i corpi e la materia delle cose convivono nel piacere del passato con il suo fascino e tentano strade di futuro. L’arte come prova di esistenze che creano libertà e nuove esperienze di condivisioni. La fusione delle emozioni dimostra che le immagini sono esplose e vivono non solo nelle mostre ma nella sensazione che un gusto diverso, nuovo, curioso si va imponendo. L’arte è una parentela di segni, immagini, realtà e spettacolo, archeologia e sogni futuristi. Il piacere è ampio, l’artista propone, chi guarda dispone, cerca di capire e di unirsi alle suggestioni dell’artista e sue personali. Chi guarda diventa socio del lavoro dell’artista, scopre con lui e trova il piacere di partecipare al viaggio che gli è proposto: il piacere della condivisioni, del gusto, del sogno e della realtà arriva con lui. Questo accade nello spazio dell’arte: da Frascati alle Corderie di Venezia, le immagini inventano intrecci e noi li viviamo con loro…

Puntata radiofonica di giovedì 16 gennaio da ascoltare online

ospiti Carlo Poggioli, in qualità di Presidente della ASC insieme alla direttrice della nostra rivista Scenografia & Costume Francesca Romana Buffetti.

 

HOLLYWOOD PARTY

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ASCOLTA L'AUDIO

 

E' stata occasione per raccontare la strada che abbiamo fatto insieme per arrivare al lancio online del magazine e delle prossime sfide che ci attendono.
Ascoltateci in tanti e non dimenticate di condividere sui social i contenuti più interessanti del sito www.scenografiaecostume.it e di regalare l’abbonamento - digitale e cartaceo - alla rivista.

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“Le donne hanno una mente, hanno un’anima e non soltanto un cuore. Hanno ambizioni, hanno talenti e non soltanto la bellezza. Sono così stanca di sentir dire che l’amore è l’unica cosa per cui è fatta una donna. Sono così stanca di questo”

Ecco le parole di Jo March, interpretata dall’attrice Saoirse Ronan, nel nuovo e toccante film Piccole Donne della regista americana Greta Gerwig, all’indomani dell’era del me too.

Le piccole donne del meraviglioso romanzo di Louisa May Alcott sono sempre loro, le sorelle March: Meg, Jo, Beth, Amy. Cambiano i volti, non più Katharine Hepburn, non più Elizabeth Taylor o Winona Ryder o Kirsten Dunst… cambiano i volti sì… ma le protagoniste del romanzo sono sempre le stesse, caratterizzate alla perfezione dalla Gerwig, ognuna con le proprie peculiarità: Jo, l’instancabile scrittrice, la sua enorme passione brucia come le candele che la accompagnano tutta la notte mentre la sua penna si riversa fulminea sulle pagine bianche; Meg e la sua passione per i vestiti e per il lusso; la piccola pittrice Amy che appare sempre due passi dietro a Jo; e Beth, la più quieta di tutte, che con la sua musica scioglie i cuori e eleva le anime.

Il film, arrivato dopo numerosissime trasposizioni cinematografiche e televisive del noto romanzo americano del 1868, modernizza totalmente i personaggi avendo, al contempo, un enorme rispetto per le vicende e per la storia.

I fatti sono narrati in ordine non cronologico, bensì facendo avanti e dietro nel tempo e sono filtrati dallo sguardo della tenace Jo March, autrice della storia nella storia.

Il passato e il presente son ben distinti dalla regista: gli eventi legati al passato (e quindi all’adolescenza delle ragazze), seppur difficili, sono come filigranati d’oro… momenti rosei e vanigliati… così come sono i bei ricordi custoditi nelle nostre menti. Il presente invece è trattato con colori più rigidi e freddi, le ragazze sono ormai delle donne e devono affrontare la vita adulta e le problematiche da essa rappresentate. I due piani narrativi sono ben bilanciati e perfettamente gestiti nel film, le attrici sono incantevoli, riprese con delicatezza e dolcezza dalla regista.

Certo, la protagonista assoluta del film è appunto Jo, con la sua creatività, la sua tenacia, la sua immensa passione per la scrittura e per l’affermazione di sé nel mondo… e soprattutto con il suo amore incondizionato per le sorelle. “La vita è troppo breve per non amarsi tra sorelle” è la sua risposta ad Amy, quando quest’ultima

le confessa di aver spostato Laurie Laurence (ben interpretato da Timothée Chalamet) che Jo aveva capito di amare… troppo tardi.

Scenograficamente il lavoro sul film appare impeccabile. La casa dei March è stata costruita a Concord, in Massachussets, ed è stata arricchita con tutti i dettagli necessari a farla sembrare una casa abitata prevalentemente da donne. Gli ambienti sono caldi e accoglienti, e c’è una perfetta sintonia con i costumi delle protagoniste.

I costumi sono ad opera di Jacqueline Durran, già autrice dei costumi di Orgoglio e Pregiudizio e Espiazione, e vincitrice del premio Oscar per i costumi di Anna Karenina.

Per i vestiti di Meg (interpretata da Emma Watson), la Durran ha attinto ai disegni di William Morris e ha usato una tavolozza di colori verde e lavanda, per Amy (Florence Pugh) ha usato come riferimento la moda parigina di fine ’800, Beth (Eliza Scanlen) invece è vestita con abiti morbidi rosa e marroni. Per Jo il riferimento principale è stato un dipinto di Winslow Homer, Alta Marea.

La curiosità (che un occhio attento può notare nel film) è che Jo e Laurie si scambiano spesso i vestiti, anche se sono di sessi diversi. E il tutto avviene con una tale naturalezza che lo spettatore nemmeno se ne rende conto. Ecco quindi che, anche attraverso i costumi, la Gerwig sembra sottolinearci il concetto: una donna ha anche una mente, oltre ad un cuore… è in grado di inseguire e realizzare i propri sogni in maniera autonoma e, anche se dovrà lottare di più per far sentire la propria voce, tratterà sempre l’uomo come un suo pari, con cui scambiarsi anche i vestiti.

di Brunella De Cola

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LA REPUBBLICA 22/12/2019

Omaggio a Zeffirelli la scenografia in una rivista online

CASA DEL CINEMA

Una serata-evento alla Casa del Cinema per presentare la versione online della rivista "Scenografia&Costume" dell'Associazione Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori, nata nel 2012 in forma cartacea da un'idea di Lorenzo Baraldi con Alida Cappellini e Giovanni Licheri, e ora su Internet per raggiungere un pubblico maggiore.

Alle 18.30 l'appuntamento con un omaggio a Piero Tosi e Franco Zeffirelli,scomparsi nel 2019, e letestimonianze di chi ha lavorato con loro come Dino Trappetti,Caterina d'Amico, Gabriella Pescucci, Milena Canonero, Maurizio Millenotti, Pippo Zeffirelli, Nicoletta Ercole, Alberto Spiazzi e Marco Gandini.

Attesi anche, fra gli altri, Monica Guerritore e Neri Parenti.

-cecilia cirinei

Articolo su LA REPUBBLICA


IL MESSAGGERO 23/12/2019

Scenografia e costume tra le righe

L'INCONTRO

E' nata una stella, la versione on-line della rivista di scenografia e costume voluta da scenografi,costumisti e arredatori. In tanti hanno testimoniato la loro presenza alla serata di presentazione Villa Borghese come Italo Moscati, Michele Mirabella, Neri Parenti, il presidente della Fondazione Tirelli, Dino Trappetti, Caterina D'Amico, Andrea Viotti, il costumista di Ozpetek Alessandro Lai e lo scenografo Tonino Zera che ha vinto il David per" La Pazza gioia". Un emozionato Carlo Poggioli, costumista di Paolo Sorrentino ha evidenziato come la rivista voglia "far conoscere anche ai non adetti ai lavori il contributo indispensabile che i mestieri del cinema, come quelli del teatro e della tv, danno in ogni opera creativa: mestieri che senza Franco e Piero non sarebbero come li conosciamo".

Il magazine, nato da un'idea di Lorenzo Baraldi, storico fondatore dell'associazione, con Alida Cappellini e Giovanni Licheri, è stato creato per far conoscere all'estero, il prezioso lavoro dei protagonisti del dietro le quinte: professionisti i cui nomi sono spesso legati a produzioni cinematografiche, teatrali e televisive nazionali e internazionali.

Ad aprire questo numero speciale, un omeggio a Piero Tosi e Franco Zeffirelli, Scomparsi nel 2019.

Valentina Venturi

Articolo su IL MESSAGGERO


CORRIERE DELLA SERA 24/12/2019

Villa Borghese

Il mondo del cinema omaggia Tosi e Zeffirelli

A Villa Borghese, accanto dalla Casa del Ci- nema, l’omaggio degli addetti ai lavori a due grandi artisti, Piero Tosi e Franco Zeffirelli. Il messaggio corale di ammirazione e stAricolo su LA REPUBBLICAima è sintetizzato nell’edizione speciale della rivista «Scenografia & Costume», che proprio l’altra sera ha festeggiato la versione online mettendo in copertina il titolo «Grazie Maestri» su un bozzetto firmato da Tosi per il film di Luchino Visconti «La caduta degli Dei». Il direttore Francesca Romana Buffetti ha raccolto le testimonianze di amici, colleghi e allievi del costumista premio Oscar e del regista di «Romeo e Giulietta», «attraversando così oltre 50 anni di storia del cinema e del teatro». Molti di loro erano presenti nel foyer dello Sporting Club Heaven, a partire dal presidente dell’Associazione Italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori Carlo Poggioli (firma dei costumi della serie tv «The New Pope» di Sorrentino). Con lui, il regista Neri Parenti, lo scrittore e sceneggiatore Italo Moscati, Michele Mirabella (ha diretto di recente la «Cavalleria Rusticana» al Petruzzelli di Bari), Dino Trappetti della Sartoria Tirelli, il produttore Caterina D’Amico, i costumisti Alessandro Lai («La Dea Fortuna» di Ozpetek) e Eva Coen, e lo scenografo Tonino Zera.

Roberta Petronio

Articolo su IL CORRIERE DELLA SERA

 

EE British Academy Film Awards nominations 2020

Bafta, undici candidature per 'Joker'

 

A dominare le candidature Joker, presente in ben 11 categorie. Il film di Todd Phillips, che ha appena conquistato due Golden Globe, è seguito da The Irishman e C'era una volta a... Hollywood con 10 nomination, 1917 con nove, Jojo Rabbit con sei, Piccole donne, Storia di un matrimonio - Marriage Story e I due Papi con cinque.

joker film

 

Sono state pubblicate le nomination ufficiali dell’edizione 2020 degli Orange British Academy Film Awards, BAFTA 2020.

Joker – già vincitore di due Golden Globe – è presente in 11 categorie, seguito da The Irishman e C’era una volta a… Hollywood con 10 nomination.

Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, Bombshell e Judy hanno invece ottenuto 3 nomination.

 

I BAFTAs 2020 si terranno il prossimo 2 febbraio presso la Royal Albert Hall di Londra.

Di seguito tutte le nomination:

 

MIGLIOR FILM

  • 1917
  • The Irishman
  • Joker
  • Once upon a time… in Hollywood
  • Parasite

MIGLIOR FILM INGLESE

  • 1917
  • Bait
  • For Sama
  • Rocketman
  • Sorry we missed you
  • The Two Popes

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE

  • The Farewell
  • For Sama
  • Pain and Glory
  • Parasite
  • Portrait of a lady on fire

MIGLIOR REGISTA

  • 1917 – Sam Mendes
  • THE IRISHMAN – Martin Scorsese
  • JOKER – Todd Phillips
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD – Quentin Tarantino
  • PARASITE – Bong Joon-ho

MIGLIOR DOCUMENTARIO

  • American Factory
  • Apollo 11
  • Diego Maradona
  • For Sama
  • The great hack

MIGLIORE ATTRICE

  • Jessie Buckley – Wild Rose
  • Scarlett Johansson – Marriage Story
  • Saoirse Ronan – Little Women
  • Charlize Theron – Bombshell
  • Renée Zellweger – Judy

MIGLIOR ATTORE

  • Leonardo DiCaprio – Once Upon A Time… In Hollywood
  • Adam Driver – Marriage Story
  • Taron Egerton – Rocketman
  • Joaquin Phoenix – Joker
  • Jonathan Pryce – The Two Popes

MIGLIOR FILM ANIMATO

  • FROZEN 2 Chris Buck, Jennifer Lee, Peter Del Vecho
  • KLAUS Sergio Pablos, Jinko Gotoh
  • A SHAUN THE SHEEP MOVIE: FARMAGEDDON Will Becher, Richard Phelan, Paul Kewley
  • TOY STORY 4 Josh Cooley, Mark Nielsen

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

  • Laura Dern – Marriage Story
  • Scarlett Johansson – Jojo Rabbit
  • Florence Pugh – Little Women
  • Margot Robbie – Bombshell
  • Margot Robbie – Once Upon A Time… In Hollywood

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

  • Tom Hanks – A Beautiful Day In The Neighborhood
  • Anthony Hopkins – The Two Popes
  • Al Pacino – The Irishman
  • Joe Pesci – The Irishman
  • Brad Pitt – Once Upon A Time… In Hollywood

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

  • BOOKSMART Susanna Fogel, Emily Halpern, Sarah Haskins, Katie Silberman
  • KNIVES OUT Rian Johnson
  • MARRIAGE STORY Noah Baumbach
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Quentin Tarantino
  • PARASITE Han Jin Won, Bong Joon-ho

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA

  • THE IRISHMAN Steven Zaillian
  • JOJO RABBIT Taika Waititi
  • JOKER Todd Phillips, Scott Silver
  • LITTLE WOMEN Greta Gerwig
  • THE TWO POPES Anthony McCarten

MIGLIOR FOTOGRAFIA

  • 1917 Roger Deakins
  • THE IRISHMAN Rodrigo Prieto
  • JOKER Lawrence Sher
  • LE MANS ’66 Phedon Papamichael
  • THE LIGHTHOUSE Jarin Blaschke

MIGLIOR MONTAGGIO

  • THE IRISHMAN Thelma Schoonmaker
  • JOJO RABBIT Tom Eagles
  • JOKER Jeff Groth
  • LE MANS ’66 Andrew Buckland, Michael McCusker
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Fred Raskin

MIGLIOR COLONNA SONORA

  • 1917 Thomas Newman
  • JOJO RABBIT Michael Giacchino
  • JOKER Hildur Guđnadóttir
  • LITTLE WOMEN Alexandre Desplat
  • STAR WARS: THE RISE OF SKYWALKER John Williams

MIGLIOR SCENOGRAFIA

  • 1917 Dennis Gassner, Lee Sandales
  • THE IRISHMAN Bob Shaw, Regina Graves
  • JOJO RABBIT Ra Vincent, Nora Sopková
  • JOKER Mark Friedberg, Kris Moran
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Barbara Ling, Nancy Haigh

MIGLIORI COSTUMI

  • THE IRISHMAN Christopher Peterson, Sandy Powell
  • JOJO RABBIT Mayes C. Rubeo
  • JUDY Jany Temime
  • LITTLE WOMEN Jacqueline Durran
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Arianne Phillips

MIGLIOR CASTING

  • JOKER Shayna Markowitz
  • MARRIAGE STORY Douglas Aibel, Francine Maisler
  • ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD Victoria Thomas
  • THE PERSONAL HISTORY OF DAVID COPPERFIELD Sarah Crowe
  • THE TWO POPES Nina Gold

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA

  • 1917 Naomi Donne
  • BOMBSHELL Vivian Baker, Kazu Hiro, Anne Morgan
  • JOKER Kay Georgiou, Nicki Ledermann
  • JUDY Jeremy Woodhead
  • ROCKETMAN Lizzie Yianni Georgiou

MIGLIOR SUONO

  • 1917 Scott Millan, Oliver Tarney, Rachael Tate, Mark Taylor, Stuart Wilson
  • JOKER Tod Maitland, Alan Robert Murray, Tom Ozanich, Dean Zupancic
  • LE MANS ’66 David Giammarco, Paul Massey, Steven A. Morrow, Donald Sylvester
  • ROCKETMAN Matthew Collinge, John Hayes, Mike Prestwood Smith, Danny Sheehan
  • STAR WARS: THE RISE OF SKYWALKER David Acord, Andy Nelson, Christopher Scarabosio, Stuart Wilson, Matthew Wood

MIGLIORI EFFETTI VISIVI

  • 1917 Greg Butler, Guillaume Rocheron, Dominic Tuohy
  • AVENGERS: ENDGAME Dan Deleeuw, Dan Sudick
  • THE IRISHMAN Leandro Estebecorena, Stephane Grabli, Pablo Helman
  • THE LION KING Andrew R. Jones, Robert Legato, Elliot Newman, Adam Valdez
  • STAR WARS: THE RISE OF SKYWALKER Roger Guyett, Paul Kavanagh, Neal Scanlan, Dominic Tuohy

MIGLIOR DEBUTTO DI UNO SCENEGGIATORE, REGISTA O PRODUTTORE INGLESE

  • BAIT Mark Jenkin (Writer/Director), Kate Byers, Linn Waite (Producers)
  • FOR SAMA Waad al-Kateab (Director/Producer), Edward Watts (Director)
  • MAIDEN Alex Holmes (Director)
  • ONLY YOU Harry Wootliff (Writer/Director)
  • RETABLO Álvaro Delgado-Aparicio (Writer/Director)

MIGLIOR CORTO ANIMATO INGLESE

  • Grandad Was A Romantic
  • In Her Boots
  • The Magic Boat

MIGLIOR CORTO INGLESE

  • Azaar
  • Goldfish
  • Kamali
  • Learning To Skateboard In A Warzone (If You’re A Girl)
  • The Trap

EE RISING STAR AWARD – scelto dal pubblico

  • Awkwafina
  • Jack Lowden
  • Kaitlyn Dever
  • Kelvin Harrison jr.
  • Micheal Ward

Fonte: Bafta

Cari Soci e cari Sponsor,
nello scrivervi per auguravi un sereno Natale e felice anno nuovo (pieno di salute e di tanto lavoro!)  colgo l’occasione per ringraziare tutti voi, presenti e non, di aver partecipato in modo tanto caloroso alla nostra festa di ieri sera.
 
Malgrado le avversità, che hanno per la seconda volta impedito di accedere alla Casa del Cinema dove avevamo previsto il nostro incontro pomeridiano di domenica 22, siamo riusciti grazie all’impegno indomito e alla caparbietà che - lo sapete bene - caratterizza la nostra Associazione, a spostare l’appuntamento al ristorante Heaven.
Ed eravamo veramente tantissimi !
 
Tanti gli amici che ci hanno portato il loro saluto, da Renzo Arbore che ci ha mandato un video con i suoi saluti, a Michele Mirabella e Neri Parenti; presenti anche Riccardo Donna e Italo Moscati.
 
Abbiamo inoltre ricordato ancora una volta Franco Zeffirelli e Piero Tosi, attraverso le parole di due amici della Associazione come Dino Trappetti e Caterina d’Amico. 
E un grazie ad Alessandro Lai che ha voluto condividere con tutti noi un ricordo del Maestro Tosi.
 
Da tutti loro i migliori auspici per la nostra nuova avventura varata durante la serata: Scenografia&Costume, la rivista che pubblichiamo dal 2012, giunta questo dicembre al numero 15 ora è anche online e può essere consultata facilmente
e gratuitamente inserendo le vostre credenziali (USERNAME E PASSWORD) che avete ricevuto in una e-mail inviata ieri a tutti, cliccando sul link: 
www.scenografiaecostume.it/login
 
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TANTI TANTI AUGURI A TUTTI !!!
Il Presidente   e il Direttivo
Carlo Poggioli

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Una delle parole chiave del fantastico film di Jonah Hill, “Mid90s”, è senz’altro “autenticità”. Sì… perché a partire dalla superba regia di Hill, passando per la scenografia e i costumi, fino alla recitazione dei protagonisti, il film ci trasporta nel bel mezzo degli anni ’90, riproposti alla perfezione.

Mid90s, ambientato appunto nel 1995, narra la calda estate del tredicenne Stevie, che vive con la madre single e un fratello maggiore piuttosto prepotente. Il ragazzino si avvicina ad un gruppo di skaters: il coetaneo Ruben, lo sballato Fuckshit, il timido Fourth Grade e il capo carismatico Ray. Ben presto i quattro non solo diventano i suoi migliori amici, ma una sorta di famiglia acquisita, un punto di riferimento nella crescita di Stevie, ribattezzato Sunburn dall’amico Ray.

E così, sulle note dei Nirvana e dei Wu-Tang Clan, assistiamo ad un bellissimo racconto di formazione, che scivola nei nostri cuori veloce come lo scorrere degli skate di Stevie e Ray su strada al tramonto.

È Jahmin Assa, già scenografo per Gus Van Sant di Don’t Worry He Won’t Get Far On Foot, a firmare il film come production designer.

In una mini intervista racconta un po’ del suo lavoro: la ricostruzione degli ambienti californiani degli anni ’90, dal negozio di Skate alla casa del protagonista Stevie:

«È strano pensare che il 1995 sia stato più di 20 anni fa… questo ha fatto sì che ci siamo ritrovati a ricostruire comunque un’“epoca”. Jonah e io abbiamo parlato a lungo del fatto di non fare un "inno agli anni '90" con tutti gli oggetti di scena e i vestiti più ovvi. Chiaramente, per ricostruire un certo anno, devi includere nella scenografia anche oggetti ed elementi antecedenti alla data della tua storia. Bisogna “stratificare” la scena. Le case dovevano sembrare come se fossero state arredate a metà degli anni '80 e su questa base siamo andati poi ad aggiungere elementi.

Per il negozio di skate abbiamo immaginato un ambiente semplice, un po’ precario… come se stesse per chiudere la settimana successiva, come se la grafica fosse stata fatta da chiunque sapesse disegnare alla buona. Il negozio di skate è stato senz’altro l’ambiente più difficile, perché sapevamo che se avessimo commesso degli errori, sarebbe apparso immediatamente falso.

Per la casa di Stevie, due elementi ci sembravano essenziali: un lungo corridoio che collegava le camere da letto, per la scena di combattimento tra Stevie e suo fratello maggiore Ian, e un piazzale esterno per il piccolo Stevie in cui esercitarsi sul suo skate. Abbiamo voluto mantenere la palette dei colori della casa a bassissimo contrasto, con molte creme, beige e legni chiari. La vita di Stevie doveva apparire molto vanigliata, suburbana e insipida prima che si aprisse al mondo più ricco della città e al negozio di skate.

Ian, il fratello di Stevie, era descritto in sceneggiatura come un ragazzo arrabbiato, con un disturbo ossessivo compulsivo, amante dell’hip-hop. I CD, le musicassette, le sneaker Jordan, i poster hip-hop, i cappellini da baseball, sono stati riposti in modo preciso. Abbiamo inoltre aggiunto le spade dei samurai e una panca da allenamento per esprimere la sua rabbia.

La stanza di Stevie inizialmente si configurava come la tipica stanza per bambini degli anni '90: disordinata, piena di poster di Pogs, Teenage Mutant Ninja Turtles, Beavis and Butthead e Space Jam. Successivamente però avrebbe lasciato il posto alla sua nuova individualità e carattere del protagonista: abbiamo sostituito i poster con altri elementi più da teenager, come per esempio lo Slap Skate Magazine attaccato alle pareti

 

di Brunella De Cola

 

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Carissimi,
in seguito all'ordinanza della Sindaca di Roma Virginia Raggi, siamo costretti a rimandare il nostro evento previsto per domenica 15 dicembre presso la Casa del Cinema, alla domenica successiva,  22 DICEMBRE stessa ora sempre presso la sala Kodak.
Ci scusiamo per l'eventuale disagio provocato da questa ordinanza, ma speriamo possiate comunque partecipare al nostro grande evento nonostante il cambio di data.
Chi avesse già confermato la propria presenza  e pensa comunque di poter partecipare  il 22 dicembre non ha necessità di ulteriore conferma, chi invece pensa di non poter presenziare in questa nuova data è pregato di comunicarlo in segreteria
 
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Un'edizione speciale dedicata a due grandi maestri del cinema e del teatro che ci hanno lasciato quest'anno: Piero Tosi, "supremo pontefice del costume", e Franco Zeffirelli, artista versatile che tanto ha dato al mondo della cultura tutta. A loro è andato il ricordo di molti protagonisti delle scene di oggi che li hanno conosciuti nella vita e sul lavoro, come Milena Canonero e Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti e Alberto Spiazzi.
Spazio anche agli aneddoti raccontati da Dino Trappetti, della Fondazione Tirelli Trappetti che custodisce molti dei tesori della storica Sartoria Tirelli Costumi, e Caterina d'Amico, per tanti anni preside del Centro Sperimentale di Cinematografia. Contributi di Nicoletta Ercole, Marco Gandini e Pippo Corsi Zeffirelli hanno arricchito un omaggio ai due padri nobili, tra foto e bozzetti.
Come sempre, approfondimenti sui dietro le quinte di grandi produzioni cinematografiche, teatrali e televisive.
Abbiamo l'onore di ospitare un lungo reportage su "Il peccato" di Andrej Konchalovskij, con interviste allo scenografo Maurizio Sabatini e all'arredatore Stefano Paltrinieri e un contributo critico di Italo Moscati. Lo scenografo Tonino Zera e il regista Matteo Rovere hanno raccontato la lavorazione de "Il primo Re", mentre Carlo Poggioli, Luca Canfora e Ludovica Ferrario hanno svelato i segreti di "The New Pope", la nuova serie tv con Jude Law e John Malkovich firmata da Paolo Sorrentino (su Sky dal 10 gennaio).
E poi interviste a Eva Coen, la costumista di "Terraferma", lo scenografo Stefano Maria Ortolani, che ha condiviso qualche anticipazione su "The Two Popes", trasmesso da Netflix dal 20 dicembre, a Nicola Rubertelli e al regista Michela Mirabella, al Sovrintendente Carlo Fuortes per il Teatro dell'Opera di Roma, a Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e a Riccardo Bocchini, a cui si devono le scene di Tale e Quale Show e tanti altri programmi tv di successo.

Uno sguardo alla bella mostra "Da Carlo Rambaldi a Makinarium", allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e al MIAC, il nuovo museo sui generis di cui Roberto Cicutto, presidente di Istituto Luce-Cinecittà, ci ha aperto le porte in anteprima.
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(In copertina, lo studio realizzato da Piero Tosi per La caduta degli dei, di Luchino Visconti, gentilmente concesso dalla Fondazione Tirelli Trappetti)

 

Vogliamo ricordare Antonello Falqui, il più grande regista di spettacolo della tv italiana che ha firmato programmi dagli anni sessanta agli ottanta.

Ci teneva all’eleganza: a confezionare prodotti di livello che, anche se di semplice intrattenimento, potessero diffondere stile e buon gusto nelle case degli italiani La regia, le luci, le scenografie i costumi, tutto calibrato e studiato, senza inutili sfarzi o elementi esagerati.

Con lui si provava e si riprovava, come un grande spettacolo teatrale. Nulla era dato all’improvvisazione.

 

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Milleluci, Rai

 

Le Kessler, il Quartetto Cetra, il quasi debutto di Mina giovanissima, le grandi coreografie per le sigle, gli ampi movimenti delle camere.

Col produttore Guido Sacerdote, si recavano negli Stati Uniti a trovare talenti e modi per fare il varietà in Italia.

 

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Studio Uno, Rai

 

Tra i numerosi lavori:

Arrivi e partenze (1954), Un altro varietà (1986), Canzonissima (1958-59, 1969-70),  Giardino d’inverno (1961), Studio Uno, Biblioteca di Studio Uno, Teatro 10 (1964), Mille luci (1974).

 

Un linguaggio televisivo elegante, una regia ben studiata, le inquadrature efficaci, gli spazi ad esaltarei protagonisti delle scene.

E poi i  balletti, le gag, i costumi, senza avere timore a mostrare gli strumenti di quel mondo sfavillante : telecamere, microfoni, telai, giraffe, luci.

Il nostro varietà televisivo, con Falqui, ha raggiunto l'apice.